Federico Calzavara – Giugno 2022

Carissime Concittadine e Carissimi Concittadini, nelle prossime pagine de Il Gelso troverete descritto il prosieguo della nostra attività amministrativa che si avvia ad iniziare l’ultimo anno di Consigliatura; non mi soffermerò in anticipazioni, ma Vi invito a sfogliare e leggere con attenzione cosa stiamo realizzando.


Voglio invece proporvi due riflessioni di carattere più generale che ritengo importante condividere con ognuno di Voi!


Si sono da poco chiusi i seggi elettorali i quali, oltre ai referendum, hanno visto quasi un migliaio di Comuni al voto per l’elezione dei Sindaci.
Si è votato anche in alcuni Comuni limitrofi, Santa Maria di Sala, Mirano, Mira, Vigonza, Campagnalupia, Salzano; ai Sindaci riconfermati e neoeletti va il mio augurio di buon lavoro al servizio delle loro comunità.


Il dato significativo di questo voto amministrativo, un dato che balza subito all’occhio, è la percentuale di votanti che si è assestata tra il 45 e il 50 percento. È una percentuale bassissima che, a mio avviso e semplificando molto, può avere due chiavi di lettura differenti: la prima, più immediata e facilmente condivisibile, sta nella delusione dei cittadini nei confronti della politica e degli organi di governo, a qualsiasi livello siano; la seconda, più impopolare, sta nell’egoismo sempre più imperante che porta a disinteressarsi della Cosa Pubblica in ogni sua forma, salvo poi lamentarsi quando si è toccati in prima persona da qualche problema… Quell’egoismo che porta a non raccogliere le deiezioni del proprio cane, a gettare a terra i rifiuti, a non avere cura dei propri paesi, a non rendersi disponibili ad aiutare chi è in difficoltà! Purtroppo, nonostante un’indole positiva ed ottimista, la mia esperienza personale mi porta a propendere per questa seconda ipotesi.


Il voto, oltre che un diritto, è un dovere! E se il non-voto ad un referendum può essere considerato una scelta politica, il non-voto alle elezioni amministrative è la rinuncia ad esercitare il proprio diritto-dovere, con il rischio di portare alla morte la democrazia. Una rinuncia che, purtroppo, spesso e volentieri è accompagnata da qualunquismo, disfattismo, critica gratuita, totale assenza di senso civico…


Mi auguro e spero che il prossimo anno alle elezioni politiche e ammnistrative a Pianiga riusciremo ad invertire questa tendenza e a presentarci numerosissimi alle urne per dimostrare che abbiamo a cuore i nostri paesi!


La seconda riflessione è collegata alla copertina di questo numero de Il Gelso, in cui trovate i campanili dei nostri paesi… Quei campanili che erano nati per unire e oggi a volte diventano motivo di divisione, di discordia fra chi non vuole il suono delle campane e chi lo sostiene; oppure vengono utilizzati quali simbolo di appartenenza ad una frazione piuttosto di un’altra, spesso per rimarcare diversità di trattamento da parte dell’amministrazione comunale che, di volta in volta, privilegia un paese rispetto ad un altro.


Ho voluto inserirli in copertina per proporli come stimolo per tutti noi ad essere cittadini attivi, curiosi di conoscere i nostri paesi tutti, orgogliosi di esserne parte, consapevoli che viviamo in paesi con caratteristiche diverse ma accomunati da una appartenenza comune. Dobbiamo vivere i nostri paesi, diventare ‘campanilisti positivi’ dei nostri campanili, tutti insieme, non uno a discapito dell’altro; dobbiamo diventare ‘campanilisti positivi’ del nostro Comune, non per disprezzare o denigrare gli altri, ma per amare il nostro, per impegnarci a renderlo migliore, più unito, per sentire che il nostro Comune è la nostra casa ed in quanto casa ce ne prendiamo cura, in ogni sua forma!

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